Scheda film
There was something waiting for my arrival
Una settimana a Bienno, un paese della Val Camonica. Note visive intermittenti. Viste intolleranti al rischio della cartolina. Vere e proprie tracce di memoria, archetipi in cui sacro e profano sono inevitabilmente intrecciati. Un vivido esempio della “connessione infinita delle cose, della perpetua nascita e della distruzione delle forme, dell’unità fluttuante dell’avvenire, che si esprime nella continuità dell’esistenza temporale e spaziale”. Salvatore Insana ha frequentato il Dams presso l’Università di Roma-Tre, concludendo la laurea magistrale nel 2010. Prosegue la sua ricerca tra immagini in movimento, fotografia e altre forme di revisione ed erosione dell’immaginario, muovendosi sul confine tra lirismo visivo, dissoluzione dell’orizzonte più didascalico degli eventi e ricombinazione di codici e strutture linguistiche. Nel 2011 crea con Elisa Turco Liveri il collettivo Dehors/Audela, lavorando fin dall’inizio all’indagine dei luoghi di confine, dove si manifestano l’ibrido e l’indefinito.
A week in Bienno, a village in Val Camonica. Visual notes in disrupted form. Views intolerant of postcard risk. Real traces of memory, archetypes in which sacred and profane are inevitably intertwined. A vivid example of the “infinite connection of things, the uninterrupted birth and destruction of forms, the unity fluctuating happening, which is ex- pressed in the continuity of temporal and spatial existence.” Salvatore Insana attended Dams at the University of Roma Tre, concluding his master’s degree in 2010. He carries on his research between moving images, photography and other forms of revision and erosion of the imaginary, struggling on the threshold between visual lyricism, dissolution of the most didactic horizon of events and recombination of codes and linguistic structures. In 2011 he created with Elisa Turco Liveri the collective Dehors/Audela, working from the beginning on the investigation of border places, where hybrid and indefinite manifest themselves.